Sensore sporco, verità e falsi miti

Testo di Giacomo Ciangottini | Tempo di lettura: 4 minuti

Un’immagine che evidenzia sporco sul sensore realizzata utilizzando un diaframma molto chiuso

Sporco sul sensore della reflex

PREMESSA
Poiché tutte le nostre Reflex hanno un sensore sottoposto a “ventilazione forzata” sono destinate prima o poi a produrre immagini che presentano fastidiosissime macchie grigio / nere. La ventilazione forzata a cui viene sottoposto il nostro sensore è causata da specchio e otturatore, i quali muovendosi creano dei minimi movimenti d’aria nella macchina che prima o poi “alzeranno” la polvere presente all’interno del corpo. Tale polvere / pulviscolo con molta probabilità andrà a depositarsi sul sensore che “richiama” a sé tali corpuscoli per via dell’elettricità elettrostatica. E’ verissimo che da qualche anno a questa parte tutte le DSLR hanno la possibilità di attivare all’interno del menù delle opzioni una funziona “rimozione polvere”, tale funzione fa si che il sensore vibri affinché i corpuscoli più grandi soggetti a forza di gravità possano letteralmente cadere verso il basso ed abbandonare la superficie del sensore. I risultati di questa vibrazione sono spesso deludenti, una volta che le nostre immagini presentano macchie in abbondanza è altamente improbabile riuscire ad eliminarle se non con un’accuratissima (e delicatissima!) procedura di pulizia del sensore manuale. Tale operazione dovrebbe essere sempre fatta da personale tecnico preparato poiché un’indelicata pulizia potrebbe causare danni irreparabili alla macchina (un semplice graffio, pur se piccolo, potrebbe deteriorare per sempre la qualità delle immagini prodotte dal nostro raffinatissimo sensore!).

LE FALSE CREDENZE
Possibile che tutto lo sporco accumulato sul sensore sia entrato dal bocchettone della reflex in quei rapidi momenti in cui cambio l’ottica? La risposta è si ma non è del tutto vera o comunque smontare l’obiettivo NON è quasi mai l’unico motivo che porta il sensore a “sporcarsi”. Premettendo che la macchina fotografica rappresenta un sistema chiuso, ossia immaginandola con l’obiettivo smontato e la baionetta senza tappo essa ha una sola apertura e pertanto non può generarsi un flusso d’aria in tale condizione (non può generarsi quella che volgarmente chiamiamo corrente d’aria). Ciò significa che affinché qualcosa entri in tale sistema chiuso questo qualcosa deve essere spinto all’interno. Le condizioni in cui qualcosa soggetto a gravità possa entrare all’interno della mia reflex penso siano davvero pochissime, mi viene in mente soltanto la sabbia o la terra alzate da forte vento (in queste condizioni atmosferiche ostili non credo verrebbe mai in mente a nessuno di lasciare la reflex senza ottica!). Altrettanto improbabile è che corpuscoli leggerissimi quindi non propriamente soggetti a gravità entrino all’interno poiché tali particelle fluttuano nell’aria quindi è assai improbabile che in quegli istanti in cui cambio l’ottica tali piccolissimi elementi possano essere spinti direttamente dentro al corpo macchia. Se guardate il pulviscolo che fluttua sotto una forte sorgente di luce vi renderete conto che ha un andamento del tutto particolare e che non è assolutamente soggetto a gravità.

LE VERE CAUSE
Cos’è quindi che porta la sporcizia sul sensore? Escludendo l’ipotesi di cambiare l’ottica durante una tempesta di sabbia nel deserto, il principale motivo che porta la polvere all’interno del corpo è l’ottica stessa. Gli obbiettivi zoom (soprattutto i modelli “a pompa”!) andrebbero puliti accuratamente e di frequente poiché proprio per loro natura hanno parti mobili che possono letteralmente soffiare aria all’interno del corpo. La polvere depositata sopra all’ottica durante lunghe sessioni di scatto in esterno può quindi con moltissima probabilità andare a finire sul sensore. Lo zaino è un ricettacolo di polvere, aperto di continuo ad appoggiato su superfici sporche e polverose andrebbe pulito molto spesso. Io personalmente spolvero di frequente le ottiche e trascuro invece la pulizia dello zaino vanificando quindi il lavoro che faccio sugli obiettivi poiché, una volta riposti in uno zaino “sporco”, saranno di nuovo impolverati.

LE MIE PERSONALI CONCLUSIONI
Uno dei motivi che mi ha portato ad affermare quanto scritto poco sopra è che ho avuto per molti anni 2 corpi macchina full frame quindi ho avuto davvero pochissima necessità di cambiare in fase di ripresa dal vero le ottiche. Uscivo di casa con gli obiettivi giusti già montati ma comunque dopo qualche centinaio di scatti ecco che ricomparivano per magia queste fastidiosissime macchie. Fotografando principalmente paesaggio tendo a realizzare immagini con un’estesa profondità di campo, uso quasi sempre diaframmi mediamente chiusi e pertanto le macchie presenti sul mio sensore sono ben definite e visibili su quasi tutte gli scatti. Stancante e monotono doverle rimuovere sulle immagini selezionate ma anche abbastanza facile visto che tutti i software per lo sviluppo del negativo digitale hanno ormai strumenti dedicati a tale scopo.

COSA FARE E NON FARE
Visto che con la post-produzione è facile correre ai ripari non disperatevi! Se odiate la post e sedervi al Mac vi causa orticarie e malumori profondi vi basterà utilizzare una pompetta a mano per fare un po’ di aria sul sensore e togliere la polvere più grossa. Questa operazione toglierà la polvere dal sensore ma essa rimarrà ovviamente all’interno del corpo, sarà quindi molto presto presente ancora nelle vostre immagini poiché la ventilazione forzata delle ottiche / otturatore / specchio “smuoverà” questi corpi estranei che saranno nuovamente attirati sul sensore per elettrostaticià.
E’ molto importante non soffiare mai con la bocca sul sensore perché è facile che una gocciolina di saliva ci finisca sopra! Evitare di utilizzare bombolette ad aria compressa perché potrebbero fare troppa aria e danneggiare il sensore o altre delicatissime componenti meccaniche presenti all’interno del corpo.

Tip&Trick 1

Non improvvisatevi tecnici e quindi secondo me è da evitare l’utilizzo di kit di pulizia sensore (che ormai si vendono in qualunque negozio di fotografia). I pennelli di questi kit se usati impropriamente possono danneggiare in via definitiva il vostro sensore, fate fare il lavoro da personale tecnico autorizzato!

Tip&Trick 2

Io porto le mie amatissime Nikon all’assistenza ufficiale Nikon Dear Camera di Roma e ne approfitto anche per fargli fare un bel check-up completo e l’aggiornamento del firmware!