Racconti d’inverno
di Maurizio Biancarelli

By administrator on 13 febbraio 2015 in Reviews
8

clicca qui per acquistare il libro | clicca qui per il sito di Maurizio Biancarelli
Tempo di lettura: 3 minuti

Maurizio Biancarelli ha deciso di raccogliere, in questo “generoso” volume di 145 pagine, una serie intensa ed emozionale di immagini da lui collezionate nell’arco di cinque inverni. Sono immagini scattate in posti diversi e lontani tra loro, alcuni scatti ritraggono gli inverni dell’Appennino centrale italiano mentre altre immagini riguardano incontri con animali selvaggi fatti nelle magiche e desolate lande del Nord. Sono sicuramente racconti di forte impatto estetico ma di sicuro è nella sua interezza che il libro assolve il suo compito principale: rimanerci dentro. Non si può rimanere indifferenti agli sguardi che il fotografo naturalista si è scambiato con i grandi mammiferi del Nord, non si può rimanere indifferenti alle tenerezze che una mamma di orso bianco si scambia con il suo piccolo durante uno splendido tramonto che “confeziona” il tutto con toni caldi e magici, non possiamo distrarci sfogliando il libro se l’aurora boreale canadese dipinge i cieli di magie verdi.

Sono rimasto sorpreso dalla quantità di immagini raccolte in questo volume ma soprattutto dalla loro varietà. La varietà è qualcosa che soddisfa la vista del lettore poiché lo aiuta ad osservare le fotografie con un certo ritmo che non annoia e non allenta l’attenzione. La varietà in Winter Tales è sbalorditiva: passiamo da immagini intime come i ritratti alla volpe che concertata sui rumori dei roditori sotto la neve assume espressioni buffe alle visioni quasi astratte che le geometrie di alcuni monti Sibillini “disegnano” all’orizzonte. Possiamo leggere con una certa preoccupazione le immagini di lupi appenninici selvaggi che inseguono giovani cerve impaurite ma anche imbatterci in fotografie più leggere che ci fanno sorridere come l’orsa che si stiracchia o la civetta delle nevi che sembra ridersela a crepa pelle.

Il nocciolo del “discorso”, il fulcro di tutto il racconto che palesemente balza agli occhi di chi osserva l’interezza dello sforza fotografico di Biancarelli è che per lui l’inverno non rappresenta affatto il momento dell’anno in cui chiudersi, il piccolo disagio che arreca la neve non è la scusa per non uscire e barricarsi nella propria interiorità. La neve, il freddo, il silenzio che caratterizza il paesaggio imbiancato rappresentano per il fotografo un imperdibile opportunità da cogliere prontamente per ritrarre animali selvaggi che “distratti” ed incuriositi da queste atmosfere fiabesche si sono lasciati riprendere in atteggiamenti del tutto familiari ed intimi.

Il libro – imperdibile – è la testimonianza che, sotto il candido manto della neve fresca, tutto ciò che era per noi familiare scompare ed il mondo intero sembra nuovo di zecca. Come avere una gigantesca pagina bianca su cui disegnare (con la luce!), un nuovo inizio pieno di possibilità.