Filtri fotografici, consigli per l’acquisto

Fotografie e testo di Davide Palmieri | Tempo di lettura: 5 minuti

© Davide Palmieri – all rights reserved | immagine realizzata utilizzando lastre 100x150mm LEE Filters

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Una cosa che assolutamente non può mancare nello zaino di un paesaggista sono i filtri fotografici. A lastra o a vite che siano, oramai sono diventati fondamentali tanto quanto la nostra bella reflex. Più o meno costosi ce ne sono di molte marche e tipologie. Lo scopo di questo articolo sta proprio nel guidarvi nella scelta migliore evitando inutili spese.

L’ utilizzo dei filtri può essere sostituito dalla tecnica della doppia esposizione o applicando a posteriori filtri graduati con software come Lightroom o CameraRaw, ma dobbiamo ricordare che siamo fotografi e non post-producer. Perché non tentare di ottenere il meglio dalla nostra immagine in fase di ripresa dal vero? Almeno per quanto mi riguarda, non si tratta solo di assicurarmi un grezzo di elevata qualità, ma anche di accrescere la mia gratificazione per avere ottenuto un’immagine perfetta o quasi già in fase di scatto.

Come già detto e come saprete ne esistono di due tipologie: a vite e a lastra. Anni fa comprai un polarizzatore circolare della Hoya ma fu l’unico filtro a vite che acquistai poiché capii quasi subito che non avrei potuto fare a meno dei filtri GND (densità neutra digradanti) e avrei in seguito apprezzato la grande versatilità dei filtri a lastra. Bisogna ricordare che questa è una scelta che pesa dal punto di vista economico, ma a seconda delle proprie possibilità c’è un’adeguata soluzione. 
La casa leader del settore in Europa è sicuramente l’inglese LEE Filters ma rappresenta una spesa considerevole soprattutto per chi inizia o è semplicemente un amatore appassionato che non fa della paesaggistica la sua ragione di vita.
Inizialmente sono partito col freno a mano tirato: ho cominciato comprando l’holder (l’attrezzo che si occupa di “sostenere” i filtri a lastra davanti alla nostra ottica) e l’anello adattatore (il ring che avvitato sull’ottica ci permette di “agganciare” l’holder con le lastre) della serie Z-Pro della Cokin (avendo come piano futuro di acquistare il loro set di lastre graduate molto economico) abbinato ad un filtro ND della Hitech. Non possedendo ancora lastra graduate GND, in fase di scatto usavo la tecnica del cartoncino nero (spiegata in questo articolo da Giacomo Ciangottini). Devo ammettere che con questo filtro e questa tecnica mi sono tolto delle belle soddisfazioni poiché amavo l’idea di “dipingere manualmente” l’immagine grazie al lungo tempo di scatto che mi concedeva il filtro ND (ottimo in termini di qualità / prezzo) della Hitech. Tutto questo divertimento per soli 80€ circa di spesa. Cominciare spendendo poco e ottenere buoni risultati dunque si può e questa sperimentazione creativa è altamente consigliata per capire fin dove vogliamo e possiamo spingerci con la fotografia di paesaggio.
Successivamente aggiunsi alla mia collezione di lastre la serie soft dei filtri GND della Cokin Z-Pro, ma purtroppo non rimasi contento come fu per l’ ND della Hitech. Sapevo che le lastre Cokin lasciavano una dominante magenta, ma speravo di ovviare al problema in post produzione poiché la spesa finale per acquistare un set di partenza si dimezzava letteralmente. Le lastre in formato 100x150mm della Cokin infatti costano circa 40€, quelle della Hitech hanno un prezzo di listino di poco superiore agli 80€ mentre invece le popolarissime LEE superano i 100€. Tornando al disturbo della dominante dei Cokin, il fattore aumentava notevolmente in quelle occasioni in cui dovevo sovrapporre – anche se leggermente – due lastre. In queste situazioni tornavo sempre ad usare il vecchio cartoncino nero perché così almeno la variazione cromatica rimaneva leggera e facilmente correggibile in post. Con l’aumentare delle uscite e delle ore passate davanti al computer ho capito che avevo bisogno di più qualità in fase di scatto per avere già da subito una foto esposta bene e soprattutto senza fastidiose dominanti cromatiche che andavano a compromettere anche la qualità finale dell’immagine. Spinto dalla voglia di continuare ad investire nella fotografia ho così deciso di passare a lastre più professionali e, come era prevedibile, ho optato per i filtri della LEE. Devo dire che si capisce sin da subito che si tratta di un prodotto di alto livello, una volta provate mi sono chiesto come avevo fatto a starne senza per tutto quel tempo. Mi sento dunque di giustificare la differenza di prezzo che c’è tra la LEE e le altre marche più economiche considerato il fatto che l’holder ha una fabbricazione più robusta e affidabile ma soprattutto è pratico e veloce da montare a differenza di quello della Cokin che invece ha un sistema di montaggio più scomodo e un pò macchinoso.

© Davide Palmieri – all rights reserved | immagine realizzata utilizzando lastre Hitech

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Ovviamente ci sono anche altre case produttrici di filtri fotografici, il mercato è sicuramente in crescita poiché aumentano gli appassionati e questo non può non portare che alla nascita di nuovi produttori. Oltre agli storici americani Singh-Ray, che si presentano da soli, mi sento di dover citare anche gli ultimi arrivati made in China Benro. In realtà la Benro nasce circa 20 anni fa ma fino a poco fa si era fatta conoscere soprattutto per i suoi cavalletti molto pratici e leggeri mentre da qualche tempo sta a allargando i propri orizzonti fabbricando anche zaini, obiettivi e per l’appunto anche filtri fotografici che, da quel poco che ho potuto vedere, sembrano essere anche questi molto affidabili. Peccato per il prezzo così alto (parliamo di circa 125€ per una singola lastra GND, quasi come i Singh-Ray!) altrimenti li avrei sicuramente già provati.

Il mio personale consiglio prima di affrontare una qualsiasi spesa è di valutare con attenzione le vostre aspettative e capire bene quanto tempo e quante risorse vorrete dedicare alla fotografia di paesaggio. Una volta capito questo si guarda al portafogli e si sceglie in base alle possibilità del momento. Se reputate eccessiva o semplicemente fuori dalla vostra portata la spesa per l’acquisto delle lastre della LEE, il mio consiglio è di pensare agli Hitech con i quali otterrete un considerevole risparmio evitando perdite in termini di qualità e le fastidiose dominanti cromatiche dei Cokin.

• Il video di Joe Cornish che spiega il funzionamento del sistema LEE 100mm: