Il primo fotolibro della storia

Testo di Simona Strozzi | Tempo di lettura: 4min.

Il primo fotolibro della storia:
Anna Atkins “Photographs of British algae: Cyanotype Impressions”

Anna Atkins Cyanotype Impressions

Sono passati 216 anni dalla nascita di Anna Atkins (1799-1871), la prima fotografa della storia che si è occupata di cianotipia creando il primo fotolibro a noi pervenuto. Anna è considerata la prima persona ad aver pubblicato un libro illustrato e la prima fotografa ad aver messo in atto la tecnica di Sir John Frederick William Herschel, la cianotipia, migliorandola e utilizzandola per un fine divulgativo.

La cianotipia viene ideata e messa a punto da Sir Herschel con un procedimento che, al contrario dei sistemi ideati da Talbot e Da Guerre che sfruttavano la sensibilità dei sali d’argento, utilizza i sali di ferro precisamente il ferricianuro di potassio e il citrato ferrino ammoniacale. Mescolando i suddetti sali con acqua e sensibilizzando una lastra o un supporto cartaceo con la soluzione ricavata, si ottiene una superficie sensibile alla luce solare che esposta da vita a una colorazione blu di prussia.

Anna utilizza e migliora questa tecnica per rappresentare e catalogare le alghe della costa britannica dove lei risiede. Cresciuta in un ambiente di scienza, il padre John Gorge Children era un famoso scienziato con interessi nella mineralogia, nella chimica e nella zoologia, sposa nel 1825 lo studioso John Petty Atkins con il quale coltiva i suoi interessi di botanica. Grazie a loro viene anche direttamente a contatto con il mondo della fotografia e con le nuove sperimentazioni di Henry Fox Talbot, amico dei due, e inventore del processo positivo-negativo e con il sopraccitato Herschel.

Botanica e fotografia si uniscono in Anna grazie appunto alla tecnica della cianotipia, che la giovane utilizza per rappresentare e catalogare le sue alghe. Le riproduzioni vengono fatte a contatto, posizionando le alghe direttamente su lastre sensibilizzate, successivamente esposte alla luce e fissate con il lavaggio in acqua cosi da fissare l’impronta di ognuna di esse. Il risultato di questo lavoro è il primo fotolibro della storia, pubblicato nel 1843 in un numero limitate di copie con cianotipie e testi scritti a mano. La fotografia, attraverso la tecnica della cianotipia, assume un nuovo ruolo quello della divulgazione.

Anna Atkins, il primo fotolibro della storia

Il lavoro di Anna Atkins anticipa il lavoro di Talbot “The pencil of the Nature”, il primo fotolibro ad essere commercializzato. È giusto quindi attribuire a questa geniale donna l’invenzione del fotolibro, avendo trovato nella tecnica fotografica non solo un fine rappresentativo ed estetico ma anche un fine divulgativo. Guardando le immagini prodotte da Anna si entra in un mondo fantastico dove le alghe diventano leggere forme che aleggiano in un intenso blu, e tutte le loro caratteristiche sono ben evidenti e messe in risalto da questo contrasto intenso ma allo stesso tempo leggero, dove le trasparenze assumono volume proprio e diventano morbide come nella realtà. Scienza e arte si uniscono perfettamente in un libro che ha cambiato la visione e l’utilizzo di una tecnica semplice come è appunto la cianotipia rendendola parte integrante del trattato.